Inquinamento elettromagnetico

Possiamo considerare che l'essere umano è come un sistema comunicativo multi direzionale, aperto e interattivo, informato e informante, dinamico e adattabile, capace di provocare modificazioni dell'ambiente in cui vive, tanto quanto lo stesso ambiente è capace di provocare modificazioni in esso.

 

Le radiazioni sono un mezzo attraverso il quale in natura avviene il trasferimento di energia da un punto all'altro dello spazio. Per trasferimento si intende la quantità di energia che viene perduta dalla sorgente e che si ritrova nel luogo dove si è avuto l'assorbimento della radiazione stessa. Le onde elettromagnetiche causano disturbi in base alla frequenza.

L'unità di misura della frequenza e l'hertz (Hz). Le REM ( Radiazioni Elettromagnetiche) penetrano nei tessuti, nelle ossa ed in particolare nel cervello, nel midollo spinale, nel cristallino e vengono prodotte da apparecchi televisivi, telefonia mobile, radar, forni a microonde e forni industriali.

 

 

 

 

Da molteplici studi, emerge una correlazione significativa, fra esposizione ai campi elettromagnetici ed insorgenza di numerose alterazioni dell'organismo, che riguardano il sistema ghiandolare, l'apparato riproduttivo nonché la sfera comportamentale fino a favorire in alcuni casi, l'insorgenza di neoplasie maligne, in particolare leucemie e tumori cerebrali.

Per quanto riguarda le radiazioni emesse dai telefoni cellulari, gli effetti biologici, sono di diversa natura; si distinguono infatti effetti termici (derivati da produzione di calore) ed effetti atermici (derivati da danni alle strutture cellulari). Diverse analisi delle modalità di esposizione hanno dimostrato che una frazione stimabile intorno al 30-50% dell'energia irradiata, viene assorbita dalla testa. Il surriscaldamento della zona cranica durante una telefonata comporta il rischio che le onde interferiscano con gli occhi (opacizzazione del cristallino), orecchie (neuroma del nervo acustico), gonadi (riduzione della fertilità ), generando ancora tramite l'aumento della temperatura, danni correlati come cali della memoria, alterazioni della pressione intraoculare e altri ancora.

 

Gli effetti atermici invece comprendono alterazioni a livello molecolare dell'equilibrio elettrochimico della membrana cellulare e alterazioni del meccanismo di riparazione molecolare del DNA. I sintomi che ne derivano sono aspecifici e includono mal di testa, stanchezza, irritabilità, visione di lampi (fosfeni).

 

Svariati studi riportati dalla letteratura scientifica internazionale, hanno documentato come nelle cellule animali e umane sottoposte all'esposizione di campi elettromagnetici, si verifichi un danno significativo del DNA, che non sempre la cellula è in grado di riparare, e che si trasmette così, alle generazioni successive. È stata inoltre evidenziata una riduzione delle funzioni cognitive soprattutto nei bambini, che risultano più vulnerabili a causa del minore spessore delle ossa craniche e della maggiore possibilità di evoluzione del tessuto cerebrale.

 

Da ciò si evince che l’uso dei cellulari dovrebbe essere considerato tanto più dannoso quanto più bassa è l’età del soggetto.

 

 

Appare inoltre abbastanza evidente che il da nno sia in relazione con il tempo di utilizzo del telefonino: in chi lo utilizza da più di 10 anni le possibilità di contrarre un glioma (tumore del tessuto nervoso cerebrale) sono aumentate del 20% così come aumentano del 30% quelle di contrarre un neurinoma (tumore del nervo acustico). Da ulteriori studi è emerso ancora che la leucemia acuta infantile colpisce tre volte di più i bambini esposti all'insulto di onde elettromagnetiche, rispetto a quelli non esposti. La IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) già dal 2011 ha classificato i cellulari e le radiofrequenze nella "classe 2B" considerandoli così, possibili cancerogeni.