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Salute e ambiente

Le preoccupazioni mondiali per la salute pubblica

È ormai certo che il degrado ambientale ha un rapporto diretto con la salute umana e influenza il benessere delle persone, il rischio di ammalarsi, anche di malattia mentale, e di morire anticipatamente. L’impatto del degrado ambientale è più intenso nelle donne, nei bambini, negli anziani, in chi soffre di malattie croniche, nelle popolazioni più povere e nei Paesi meno sviluppati.

I danni alla salute causati dall’inquinamento ambientale, per gli effetti combinati di vari fattori inquinanti e per il degrado dei sistemi naturali della terra che supportano la vita umana, rischiano di invertire i buoni risultati di salute che sono stati conseguiti grazie ai successi nel campo della prevenzione e delle cure.

Negli ultimi decenni nel campo della ricerca scientifica sull’ambiente e sulla salute si è dedicata una maggiore attenzione allo stretto rapporto tra questi parametri. In particolare, è stata sottolineata l’urgenza di alcuni temi quali la crescita della popolazione mondiale, l’aumento della contaminazione ambientale in tutto il mondo, il riscaldamento globale, i cambiamenti climatici e le catastrofi naturali che ne conseguono. Da questi elementi discende anche la preoccupazione per un maggior rischio di carenza di acqua potabile, di riduzione della produzione agricola e di diffusione delle malattie infettive, problemi che già causano nei Paesi più poveri denutrizione, morte e migrazione verso i Paesi più fortunati.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “ingiustizia ambientale” per evidenziare che i Paesi più sviluppati e più solidi dal punto di vista economico beneficiano dei vantaggi di attività che creano degrado, inquinamento e crisi del clima e i cui effetti ricadono soprattutto sui gruppi più poveri e svantaggiati.

Degrado ambientale: un problema mondiale

Le preoccupazioni sulle condizioni dell’ambiente hanno radici storiche profonde, ma hanno raggiunto, soprattutto tra la gente comune, un livello sino ad ora non immaginabile. Il riscaldamento globale progressivo ha contribuito a causare numerosi eventi catastrofici in aree diverse della terra. Le immagini di molte di queste catastrofi sono entrate nelle case di tutti: i milioni di alberi abbattuti dalla tempesta Vaia, le inondazioni in varie parti di Italia e in numerose parti del mondo, gli incendi in Australia, lo scioglimento dei ghiacciai e della criosfera, la siccità e le tempeste di sabbia e polvere; sono solo alcuni degli eventi catastrofici di cui siamo stati testimoni in questi ultimi anni.

Non si tratta solo di fenomeni naturali estremi, essi sono anche il risultato di pratiche di sviluppo umane insostenibili e del diffuso e universale mancato rispetto nei confronti della natura. L’ambiente viene contaminato dalle nostre attività, dalle sostanze che vengono rilasciate nell’aria, nell’acqua e nel suolo e che si accumulano negli alimenti che consumiamo e nel nostro corpo.

Le attività che maggiormente contribuiscono a questa contaminazione sono quelle industriali, gli allevamenti e le pratiche agricole non sostenibili (intensive e basate sull’uso di sostanze chimiche), il traffico automobilistico, le emissioni degli ambienti urbani (riscaldamento e raffrescamento degli edifici) ma anche la gestione e lo smaltimento dell’enorme quantità di rifiuti che produciamo quotidianamente.

Anche le nostre scelte di vita individuali possono influire: come riscaldiamo la nostra casa, come ci muoviamo, quante sostanze tossiche usiamo per disinfettare, pulire, disinfestare, quanti farmaci usiamo e gettiamo, etc. Le sostanze inquinanti influenzano non solo la salute degli esseri umani ma anche quella delle piante, degli insetti e degli animali con cui condividiamo l’ecosistema. Dobbiamo preoccuparci e diventare parte attiva del processo di cambiamento necessario ad invertire la rotta e lasciare ai nostri figli e nipoti un mondo vivibile.